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La poesia di Maurizio Cucchi
Bosco d'isola
Non sono più nella mia casa,
ma in questa sede ariosa che mi concede tutto,
la sua tranquilla geometria
dà ingresso al chiaro per i corpi
umidi e leggeri sul terrazzo
nelle tracce feriali di una pigra incuria.
Ascolto di qui le voci della piazza,
osservo come un lago il mare che si apre
nel bosco e se c'è vento
una domestica campagna di cicale
che a mezzogiorno protegge i nostri passi
quando il tempo non ha più direzione:
nella pianura totale, deserta,
e nel confine a taglio che si annebbia.

La poesia di Dario Cenullia
Fare arte con pezzi di stoffa o di vetro, fare poesia con brandelli di memoria elencati come se si trattasse di un inventario. Con i ricordi, Proust costruì l'opera della sua vita e la sua "Recherche" è divenuta uno dei classici dell'umanità. Ovviamente, Dario Cenullia non si propone mete così ambiziose, ma il suo testo rispecchia lo stesso meccanismo letterario: la scelta di brani di passato per comporre un quadro che sia evocazione e poesia. A parlare sono i fatti; il poeta è il demiurgo che vigila, il fabbro che forgia e sembra impegnarsi in un lavoro da artigiano, scevro da ogni intento lirico. In realtà, già la scelta dei ricordi, già la loro ricomposizione secondo un mosaico personale evidenziano la carica poetica e l'inventario si trasforma in versi. Forse, a volte, scelte di queste tipo si rivelano più ardue di un componimento lirico, perché appaiono distanti e fredde al lettore. Pertanto, occorre dosare bene gli elementi di tali alchimie, affinché non annoino e non vengano accolte come una offerta arida.
In questi versi, Cenullia rievoca una vacanza fatta da ragazzo con la famiglia. L'esordio è di quelli che spiazzano: "Il lavandino". Viene quasi un sussulto nel leggere, ma forse era questo l'effetto voluto dall'autore: iniziare da subito con un tono prosastico per rendere al meglio l'ambiente e le sensazioni familiari, casalinghe. La memoria si fa strada a colpi di flashback, scavando nel passato un po' alla volta.
UNA SERA A TEATRO
“..Allora gli occhi le si gonfiarono
e copiose lacrime le scesero in silenzio
io ti desidero...
quando il respiro
dei nostri corpi
congiunti
dalla voglia,
tocca
come il vento
le cime
dell'universo,
quando le tue mani
compongono
sulla pelle
i brividi dell'estasi,
come
luna
Parlami
******
Quando vedi la luna maculata,
palla tra palle di nubi antracite,
distante da me oltre il normale,
parlami perché ne ho bisogno.
*
Se il mare più non risponde
al minimo cenno di un abbraccio
o l’alba tradisce il migliore intento,
parlami perché voglio ascoltarti.
*
Guardando il nostro luna park
non arriverà la musica del gioco
o lo schiamazzo di un bambino re.
Avrei voluto nascere a Maggio
tra riflessi scarlatti di rose
in una tiepida sera
quando i fiori rinascono a vita.
**
Ma il tempo
notte pudica
che mai seppe d'esser giorno
muravo pietra su pietra
le mie ombre di donna
poi nel crollo dell'aria
persi il mio velo
lapidata come fui con un cielo incompreso
in macerie di ombre ora vago di luce
Occhi di jattu(occhi di gatto)
...
Virdi comu u mari
Quann’è na’tavula
Cangianti addumati
Viriti n’to scuru
E non sulu
Occhi a finistedde
Arririti ammalianti
Puru quannu ciangiti
Raggiceddi sparati
lacrimi i’ Sali calati
occhi ca cchiù non ljiti
occhi di jattu, unni siti?
Eppuru ancora taljati
occhiceji nun vi scantati.
Traduzione
Verdi come il mare
.
Sono cristalli i passi
nell'assorbire e ridonare eventi
che filtrano di noi sorgente e foce
lungo le siepi d'anime trovate.
.
Ma c'è un riflesso d'oro che accompagna
e riconosce delle stelle anche l'eclissi
come campana sacra del destino
che mise l'eco dentro l'esistenza.
.
Ti pettino i capelli in cima al mondo
reclina un po' la testa
chè lo faccio meglio.
Sono fuori dal giro,
sporco gioco.
Sono sceso dalla giostra,
spinto fuori
dalla furia di bestie inferocite.
Ricordo, che anch'io m'accalcavo
come le mandrie nei prati secchi
cercando le prime posizioni,
Chissà in quanti ti hanno già detto
che stai pedalando in cielo!
Come su un'auto in viaggio
scorrono via le piante veloci,
così è volata la tua vita;
la corsa hai vinta, persa la partita,
dimmi! Come sei morto?
Quella sera ero assorto
nei miei futilissimi pensieri
(forse l'acqua fresca di caduta,
non ricordo); dallo sconvolgimento
divenni quasi sordo.
Un anno è trascorso,
Noi avevamo gli occhi sognanti
e desideri ignoti agitarsi nel corpo
ma nulla da dirci.
Visitammo le sale dei nostri pensieri
uniti in un gioco che portava alla vita
e scoprimmo frasi d'amore.
Aprimmo agli sguardi infantili
i segreti della grande passione
è mescolando bene le stagioni
che le incertezze danzano implacabili
invece cadenzando i cambiamenti
di volta in volta e senza mai distrarsi
si nasce e si rinasce attivamente
per infinito numero di volte
partecipando all’Uno che permette
di smascherarlo quando necessario
così non sentiremo più distanze
e ciò che cambia è quella nuova voce
del solo amore – il solo che ci ammanta
Oggi tutti mi fanno gli auguri!!
Chissa' perche' si ricordano di me
solo in questo giorno...
Per una volta nella vita
Vorrei esserlo davvero
Poter volare in alto
anche se con una scopa
Ovviamente ben revisionata
s'intende... E con il bollino blu!!!
Bisogna adeguarci anche noi ai tempi.
**
Poter gridare dall'alto...
Ehiiii!!!!! voi laggiu'..
Alzate il naso!!
Ricordo ancora le mura di Troia
e l’inganno con cui caddero,
in quella guerra decisa da mercanti,
narrata da eroi.
Credevo nella spada che facevo mulinare,
vinsi piegando gli scudi con la mia astuzia,
ma ben presto vidi
che avide menti
si avventavano sulle rovine fumanti.
Non avevo lottato, sacrificato
l’infanzia di mio figlio,
la vecchiaia di mio padre
Le feste son finite ormai
e anche se a malincuore
bisogna tornare
alla routine di tutti i giorni
il lavoro ti aspetta
lo so, e' dura ripartire
leggo la tristezza nei tuoi occhi
mentre rimetti tutto in valigia.